Gli acari social

GLI ACARI SOCIAL

grafica con titolo Gli acari social e piccoli acari bianchi sullo sfondo
La ristoratrice di Sant'Antangelo Lodigiano e la suburra social

Ormai se non hai avuto almeno una shitstorm e se non hai un gruppo di hater fidelizzato non sei nessuno.

Succede quando l’algoritmo di turno decide che quel post deve avere più visibilità perché magari è un argomento popolare: un manipolo di parassiti social si riversa sul post in cerca di un nemico da combattere perché guardarsi allo specchio è troppo complicato.

Gli hater vanno considerati per ciò che sono: niente. E l’unica strategia per disinnescarli è ignorarli e bloccare commenti e messaggi per un po’ di giorni, il tempo che la massa informe trovi un altra fessura nella quale insinuarsi.

Ho ormai imparato, soprattutto da un paio di mesi a questa parte Facebook ha deciso di nominarmi creator interessante aumentando a visibilità dei miei post e pensando così di farmi un favore: invece la mia pagina si è riempita di pubblico non interessato all’argomento musica e musica classica e quasi ogni post viene commentato da qualche disagiato che porta altri disagiati che diventano un gruppo di disagiati.

Li ignoro. Controllo che non ci siano offese per altri che non sia io (siamo responsabili noi se sulle nostre pagine vengono offesi altri) e sulle offese a me, qualcuna pesante la lascio per farli qualificare da soli, altre cancello, blocco e segnalo per fare la mia parte nella disinfestazione dagli acari social.

Gli hater sono una massa gelatinosa che ti avvolge, non puoi combatterli lottandoci perché ne rimarresti imprigionato. Devi stare fermo, aspettare che passi e non temerli: non hanno spina dorsale, sono solo e soltanto poltiglia.

copertina arancio ritratto Tiziana Tentoni scritta CONCERTI PLUS il corso per aumentare il numero dei concerti

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DI TIZIANA