Ottimismo tossico

OTTIMISMO TOSSICO

Il rapporto conflittuale tra i musicisti e i verbi vendere e comprare.

Finalmente fuori dal sentimentalismo posticcio social imperante durante le feste, è una splendida notizia.

Sì perché a parte qualche sincera considerazione, mai come quest’anno sui social è stato davvero una tripudio di demagogia e buonismo da far impallidire una qualsiasi soap opera.

Non mi rivolgo ovviamente a chi i social li usa come passatempo e non ne fa un uso professionale. Ce l’ho con chi utilizza soprattutto le feste per infestarci i feed di quell’ottimismo tossico privo di qualsiasi tipo di contenuto pratico al solo e unico scopo di marcare come pubblicato il post melenso d’ordinanza dedicato alle feste.

E quindi via a riflessioni sulla vita come guru da discount, senza qualifiche, senza direzione, senza sostanza ma solo per raggranellare un po’ di like totalmente inutili e continuare a far passare il messaggio Se vuoi, puoi vecchio refrain ormai vetusto a cui nessuno crede più.

Un pullulare anche di liste di buoni propositi e prevedibili call to action E tu, hai fatto la tua lista? che ormai non provocano più neanche un benché minimo brivido alle sinapsi di chi legge.

Non perché siano concetti sbagliati di per sé, intendiamoci. Tutti facciamo bilanci, liste, propositi, programmi, piani. Ma questa roba non si può fare un tanto al chilo, sono contenuti che se generalizzati e usati in maniera strumentale diventano di una povertà intellettuale imbarazzante, quasi peggio di una qualsiasi fake news.

Per fare i maestri di vita, per dare suggerimenti su eventuali percorsi interiori da intraprendere, bisogna avere i titoli e l’esperienza.

Mettere una propria foto con un’espressione fintamente allegra/pensierosa/sguardo all’infinito, testo incasellato nei soliti 4/5 paragrafi corredati di emoticon con hashtag improbabili e artatamente sbarazzini, vi assicuro che non gioca a vostro favore.

Chi siete, cosa fate nella vita, cosa volete comunicare lo avete capito?

Perché se non avete capito questo, allora vale la pena fermarsi e scoprirlo prima di pretendere di insegnarlo agli altri sui social.

La gente che voi pensate di convincere con riflessioni stucchevoli e foto farlocche comprate dai siti di immagini stock, se ne accorge che mentite: credetemi.

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👉 Con gli iscritti al corso Concerti plus, abbiamo parlato dell’influenza del giudizio degli altri, del rapporto con la ricerca della perfezione e di quanto un musicista abbia spesso pudore a promuoversi. Un articolo di qualche mese fa che prova a capire il perché, si chiama Senza pudore.

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Quanto è importante iniziare con il piede giusto? No, non è l’ennesima considerazione sul nuovo anno che inizia ma una playlist dedicata ad alcuni dei brani più famosi della storia della musica, riconoscibili proprio grazie alla popolarità del loro inizio, buon ascolto! 🏁🔰🎺

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DI TIZIANA