Giovanna Pedretti e la suburra social

GIOVANNA PEDRETTI E LA SUBURRA SOCIAL

Foto di Giovanna Pedretti ristoratrice
La ristoratrice di Sant'Antangelo Lodigiano e la suburra social
Giovanna Pedretti era la proprietaria di una pizzeria a Sant’Angelo Lodigiano con 14 coperti. Giovanna Pedretti aveva pubblicato la risposta ad una recensione sul suo ristorante, rimarcando che nel suo locale non c’era posto per clienti che non gradivano la vicinanza con gay e persone diversamente abili. Giovanna Pedretti aveva ideato la pizza sospesa, una pizza gratis per i disabili che ne avevano bisogno. Giovanna Pedretti non era una famosa imprenditrice digitale con eserciti di followers e milioni da spendere in avvocati e consulenti.
Nel dubbio che quella recensione fosse falsa, Giovanna Pedretti è stata strumentalizzata per creare contenuti fondati su alcuna prova certa, alla disperata ricerca di aumentare visibilità e consensi.
Se è vero che nessuna responsabilità sul suicidio di Giovanna Pedretti sia da attribuire a chi scatena la suburra social, è vero anche che ogni volta che sui social accusiamo persone facendo nomi e cognomi senza conoscere tutti i fatti, stiamo mettendo a rischio una vita, fosse anche per qualche brutto quarto d’ora che passerà a seguito di ciò che scriviamo.

La gogna che adesso si sta scatenando contro i due influencer che hanno innescato il processo social – l’una opinionista, l’altro con qualche apparizione in programmi di ballo e cucina – è violenta e ingiusta, ed è purtroppo figlia proprio di quel sistema di condanna sommaria che per primi loro hanno contribuito a rendere tale.

Ho letto molti giudizi feroci negli ultimi giorni sui fatti riguardanti il figlio del direttore del Conservatorio e sulla direttrice d’orchestra Beatrice Venezi. Ecco, qualsiasi sia la nostra opinione, attenzione alle parole che usiamo quando ci esponiamo in pubblico.
Sono quelle a qualificare chi siamo.
copertina arancio ritratto Tiziana Tentoni scritta CONCERTI PLUS il corso per aumentare il numero dei concerti

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DI TIZIANA