La lista della spesa

LA LISTA DELLA SPESA

Si chiama Me2 | Classical Music for Mental Health ed è una comunità di persone con e senza malattie mentali che fanno musica insieme in un ambiente aperto alla comprensione e all’accettazione.

Quando vedo il sito web di un artista la prima cosa a cui faccio caso è la scelta delle sezioni di Menu. Sì perché quando superano le 5 – Home e Contact esclusi – c’è un problema di sintesi che mi fa subito pensare ad un’organizzazione disordinata e ad una visione non chiara della propria attività.

La base è avere senz’altro una sezione Bio, il Calendar, i Media; poi, a discrezione, Blog e Progetti.

Fine. Non serve altro, perché qualsiasi cosa ulteriore può essere categorizzata e introdotta in queste sezioni, a tutto vantaggio dell’esperienza utente che può così trovare con facilità le informazioni che cerca.

Ma c’è una voce che mai, e dico mai, va inserita: il Repertorio.

Inserire la lista della spesa delle cose che si sono studiate e dunque che si ritiene possano essere eseguite, non è solo inutile ma controproducente.

Se avete ad esempio in repertorio solo la prima e la terza sonata di Brahms per violino e pianoforte, l’effetto che avrà sull’utente, soprattutto un promotore, è che la seconda non la sappiate eseguire. E, inoltre, mettiamo che sempre lo stesso promotore stia proprio facendo una ricerca per inserire in stagione l’integrale delle sonate di Brahms per violino e pianoforte, vedere che ne avete solo 2 in repertorio non vi favorisce nella scelta.

Meglio allora inserire un video di una sonata di Brahms per veicolare la vostra interpretazione e lasciare poi che sia sempre lui, il promotore, a chiedervi di farle tutte e 3. Se riterrete di avere abbastanza margine per preparare la seconda allora ottimo; se invece il concerto è dopo una settimana e non ve la sentite, direte che avete purtroppo un altro impegno.

Insomma, inserire il repertorio è una scelta ingenua e poco strategica, non datevi la zappa sui piedi da soli: siate furbi, che già è abbastanza difficile così.

👉 A proposito di direttori artistici, un articolo ironico e scherzoso che descrive 7 tipi di direttori artistici che si incontrano almeno una volta nella vita. È del 2018, è politically incorrect e lo potete leggere sul mio blog: si chiama DiRettanti.

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Una playlist dedicata al cibo e al vino: tra acciughe, uva, baccanali, champagne e mandorle. Non solo Rossini, che chiaramente è l’ospite d’onore, ma anche altri compositori hanno dedicato le loro opere al mangiare e al bere. Buon appetito! 🍇🧈🍾🥒🐟

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DI TIZIANA