Viva Puccini?

VIVA PUCCINI?

Cosa ne penso di Viva Puccini e il rinnovamento del pubblico nella musica classica

La musica classica ha bisogno di rinnovare pubblico. Penso che fin qui siamo tutti d’accordo.

Per riuscire in questa impresa, che semplice non è visto che tante gloriose istituzioni fanno fatica spesso anche a riempire metà della sala, vanno intraprese azioni specifiche, accurate e molto strategiche.

Cosa è una strategia? Per come la vedo io, e per quello che è di fatto, strategia è un’insieme di soluzioni specifiche mirate ad ottenere un risultato. E ogni strategia ha un obiettivo diverso, in questo caso un target diverso.

Esistono 3 tipi di strategia per portare più pubblico nella sale dei nostri teatri:

il consolidamento del pubblico attuale;
la formazione di un pubblico giovane;
lo sviluppo di un nuovo pubblico;
1. Il consolidamento è confermare ad un pubblico che già è appassionato, che già conosce, che già è esperto o comunque appassionato la valenza della propria programmazione. Questo target non ha grandi richieste, gli basta vedere scritti i nomi dei compositori, degli interpreti e delle opere e già sa. Un obiettivo a breve termine.

2. La strategia di formazione è l’annosa e determinante questione dell’educazione nelle scuole e della divulgazione semplice ma accattivante sui social. Far crescere i bambini con la musica e coinvolgere con una comunicazione semplice i giovani su Instagram e Tik Tok. Un obiettivo a lungo termine.

3. La formazione del nuovo pubblico è invece l’intercettazione di quel pubblico tra i 40 e i 60 anni che può spendere e che, per vari motivi, non reputa la musica classica appassionante, ne conosce solo il lato poco accessibile e dunque se ne disinteressa. Questo è un obiettivo a breve e medio termine.

Ora, se consideriamo che bambini e giovani, per motivi diversi, non guardano la TV, e se consideriamo che gli over 60, che invece la guardano, hanno già i loro spettacoli di divulgazione colta, vedi Augias, le varie prime, Sky Classica e Rai5, forse sarà più semplice capire quanto Viva Puccini e altri eventi televisivi del genere, siano importanti per andare a nutrire proprio quella fascia di pubblico sulla quale subito si può agire per aumentare l’affluenza in sala: il nuovo pubblico.

Vista in questa ottica, Viva Puccini è stata un’iniziativa eccezionale che mi auguro sia solo la prima di tante. E se i più scettici di voi provano a considerare questa prospettiva, sono certa che si potrebbe aprire una discussione molto più intelligente e utile delle imbarazzanti considerazioni lette sui social all’indomani della messa in onda.

Chi ama veramente la musica classica e ne ha a cuore il futuro, dovrebbe fermarsi a riflettere e a ragionare sul fatto che operazioni così sono fatte per mirare l’offerta verso il pubblico specifico al quale è destinata.

Ci sarà chi preferirà Viva Puccini perché non ha la consuetudine né la conoscenza per ascoltarsi Tosca Freni/Pavarotti. E ci sarà chi invece non è interessato ad uno spettacolo come quello visto su Rai3 il primo gennaio e preferirà godere di un ascolto completo.

Ma se entrambi le cose concorrono a dare più forza al nostro settore, si può sapere dove sta il problema?

Ho visto il programma, mi sono divertita, da esperta di marketing della musica classica ho fatto tutte le mie valutazioni e non mi è passato neanche per l’anticamera del cervello di giudicare la resa musicale.

Perché non è questo il punto.

Questa ossessione la lascio ai presunti puristi arroganti e maleducati, quelli che non sanno andare oltre la loro ombra, quelli che hanno molto tempo libero e sono talmente terrorizzati dal cambiamento da inveire scompostamente e insultare tutti e tutto sui social.

Ho pubblicato su Facebook un post 3 giorni fa che ha avuto molta partecipazione e tante opinioni discordanti dalle mie ma ben argomentate e molto interessanti. Però sto ancora bloccando gente (anche insospettabile e molto conosciuta) che mi insulta via Messenger e bannando come se non ci fosse un domani.

A loro, che hanno paura di perdere lo status di intellettuale colto e rispettabile che si sono auto attribuiti, vorrei dire che non devono più avere paura.

Perché lo hanno già perso da tempo.

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