Orchestra gate

Titolo Orchestra gate le molestie in orchestra

ORCHESTRA GATE

Le molestie in orchestra, gli organi di controllo e la difficoltà a denunciare.

Scrivo sui social e sul mio blog ormai da 10 anni e questo mi ha permesso di leggere storie di persone che non conoscevo e che hanno deciso di raccontarmi in privato episodi della loro vita, spesso anche solo per condividere.

Tra queste storie, quelle più difficili da gestire riguardano temi sensibili e delicati che, per essere rese pubbliche, hanno necessità di nomi e cognomi, circostanze e dettagli completi che quasi nessuna delle persone che ha affidato a me le sue confidenze si sente comprensibilmente di fare.

Uno dei temi che più spesso mi viene denunciato riguarda le molestie in orchestra.

Le orchestre sono luoghi di lavoro umanamente complessi perché la provenienza, il background e l’esperienza del singolo va a confluire in un organismo unitario musicalmente e artisticamente ma che lascia integre le differenze umane. A causa poi della convivenza forzata soprattutto nelle tournée, in cui si passano spesso settimane insieme, si genera in alcuni uno stato mentale alternativo, un rigurgito di onnipotenza, una sorta di limbo della quotidianità, quasi un binario esistenziale che, soprattutto quando si trovano in ruoli orchestrali di potere, li porta a pensare che tutto sia possibile senza conseguenze nella vita reale.

Proprio in questi giorni, due membri della New York Philharmonic, Matthew Muckey, prima tromba associata e Liang Wang, primo oboe, sono stati allontanati dall’orchestra dopo la pubblicazione di un articolo su Volture, poi ripreso dal New York Times, che faceva riferimento ad un’indagine per violenza sessuale svolta nel 2010 che, dopo aver raccolto anche altre prove della loro condotta in orchestra, portò al licenziamento di entrambi nel 2018. Nel 2020 però, grazie ad un’azione del sindacato Local 802 della American Federation of Musicians, i due furono reintegrati e non se ne parlò più.

Nell’articolo di Volture, per la prima volta pubblicamente, Cara Kizer, una cornista che al tempo dei fatti era nel suo periodo di prova dopo aver vinto il concorso nel 2010, denuncia di essere stata drogata e abusata da Muckey e Wang dopo un concerto a Vail, in Colorado, durante un tour dell’orchestra. 

A seguito delle dichiarazioni della musicista, Gary Ginstling, attuale presidente e CEO della New York Philharmonic, ha sospeso Muckey e Wang dall’attività orchestrale senza nessuna indicazione sull’eventuale reinserimento. Non solo. Il comitato dell’orchestra ha dichiarato di credere a Cara Kizer (che, dopo la pubblicazione dell’articolo, ha ricevuto centinaia di email di testimonianze simili alla sua) specificando di essere convinti che non si tratti di un caso isolato ma di un vero e proprio sistema e anche la nuova presidente del sindacato Local 802 ha preso le distanze dall’operato dei suoi predecessori.

Questo della New York Philharmonic è un caso estremo e gravissimo, ma è l’occasione per portare in superficie un sottobosco di manipolazioni, condizionamenti e pregiudizi che devono essere smascherati attraverso organi di controllo interno. Qualsiasi comportamento e stato d’animo ci venga imposto contro la nostra volontà, fosse anche un complimento maldestro o un ammiccamento fuori luogo, non deve essere tollerato: deve essere denunciato.

Anche nelle orchestre.

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DI TIZIANA