Caro pubblico

CARO PUBBLICO

Titolo Caro Pubblico e sottotitolo
Da uno studio della Royal Philharmonic Orchestra del 2023, ecco 10 cambiamenti che il pubblico desidera nei concerti di musica classica.

A parte qualche caso di grande successo come il Teatro La Fenice di Venezia, molte istituzioni in Italia soffrono della mancanza non solo di fidelizzazione ma soprattutto di ampliamento di pubblico, prima condizione essenziale per poter fare progetti ed investimenti a medio e lungo termine.

Sono di qualche giorno fa i risultati di uno studio commissionato dalla Royal Philharmonic Orchestra per capire quali cambiamenti significativi desidera il pubblico attuale e potenziale della musica classica a livello nazionale.

La RPO ha coinvolto un campione rappresentativo di 2.071 persone chiedendo quali innovazioni li renderebbero più propensi a partecipare a un concerto sinfonico. Ecco alcune differenze in base al livello di esperienza nella musica classica:

  • Appassionati di Musica Sinfonica:

    Il 91% degli appassionati desidera uno scatto in avanti nella modernizzazione dei processi e delle condizioni, con un focus sull’accessibilità. Il 34% di loro gradirebbe più concerti mattinée o pomeridiani, il 27% vorrebbe i meet & greet con solisti o membri dell’orchestra e il 27% apprezzerebbe che il direttore parli al pubblico prima dello spettacolo.

  • Studenti di Musica:

    Questo gruppo è più interessato a un’esperienza moderna e all’uso dei social media. Il 28% vorrebbe vedere il pubblico incoraggiato a reagire sui social media durante un concerto, mentre il 21% vorrebbe poter scattare foto o filmare clip con il telefono e il 19% vorrebbe applaudire quando lo desidera.

  • Nuovi Appassionati:

    Coloro che si avvicinano alla musica sinfonica per la prima volta sono interessati a programmi digitali accessibili prima del concerto (37%) e a un dress code più casual (37%). Inoltre, il 31% gradirebbe concerti più brevi, della durata di un’ora.

Mi viene da sorridere pensando al concerto che organizzai con la Filarmonica proprio alla Fenice di Venezia nel 2016 nel quale, per coinvolgere anche un pubblico più giovane, mi inventai la formula di non spegnere i cellulari in sala ma di abbassarne solo la suoneria per pubblicare sui social le sensazioni in tempo reale.

Huw Davies, il vice direttore generale della RPO, spiega perché hanno deciso di fare questo studio: “Prima di iniziare una nuova stagione, volevamo prenderci un momento per chiedere al pubblico quali passi potrebbero essere intrapresi per rendere l’esperienza dei concerti più interessante e coinvolgente. Dai risultati non emerge un’unica risposta, piuttosto una serie di esigenze a seconda del grado di abitudine ai concerti e alle esperienze per fasce di età. Chi si avvicina per la prima volta ha suggerimenti che favoriscano la comprensione; gli studenti di musica, giovani ambasciatori della nuova generazione, puntano all’interazione digitale e il pubblico più consolidato desidera che le orchestre che amano siano più vicine e accessibili.”

10 cambiamenti che il pubblico desidera nei concerti di musica classica
Ed ecco la classifica completa secondo le percentuali:
  1. Concerti più brevi, della durata di un’ora, anziché suddivisi in due parti, 27%
  2. Informazioni prima del concerto per capire meglio la musica, 27%
  3. Concerti mattinée o pomeridiani, 24%
  4. Libertà da un dress code formale per i concerti, 24%
  5. Il direttore che parla al pubblico prima dello spettacolo, 20%
  6. Incontri con i musicisti/solisti dopo il concerto, 17%
  7. Programmi digitali accessibili in anticipo su tablet o dispositivo, 12%
  8. Scattare foto o filmare clip con il telefono durante il concerto, 12%
  9. Applaudire quando si desidera, 12%
  10. Reagire sui social media durante il concerto, 11%

Fondazioni liriche, istituzioni musicali: vogliamo promuovere uno studio simile anche in Italia o dobbiamo aspettare che chiudano i teatri per mancanza di pubblico?

Attendiamo fiduciosi!

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👉 Un articolo dell’aprile 2020 che ho scritto per analizzare le potenzialità del digitale quale alleato per migliorare i risultati anche della partecipazione allo spettacolo dal vivo: si chiama Social Media e la sfida della Musica Classica.

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DI TIZIANA