Tappabuchi

Tappabuchi

9 Maggio 2020 Off Di Tiziana Tentoni

Leggo in un articolo di Rolling Stone Italia dal titolo
LE FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE NON VOGLIONO RIPRENDERE A FARE CONCERTI

^ In un testo postato su Facebook il 22 aprile, Michele Nitti, componente della Commissione e direttore d’orchestra, spiega che la quota del FUS che verrà anticipata sarà dell’80%, «con una sorta di sospensione dei criteri di assegnazione attualmente previsti» ovvero senza che si debba organizzare alcuno spettacolo. Il restante 20% sarà erogato «tenendo conto di alcuni parametri, tra cui, ho appreso, anche la capacità di garantire l’offerta artistica online» che potrebbe essere fornita tramite una piattaforma a pagamento per il pubblico che il ministro Franceschini ha definito una Netflix della cultura.^

E poi:
^Questo mondo lavora in emergenza da tanto tempo e fa i salti mortali per far quadrare i conti», conferma a Rolling Stone chi si occupa del reperimento di fondi per un’orchestra da camera. «Temo che chi ha i conti meno floridi possa effettivamente cedere alla tentazione di tenere il FUS senza far nulla per riattivarsi». Le sole fondazioni lirico-sinfoniche hanno un debito che supera i 400 milioni di euro, ha detto nel novembre 2018 Cristiano Chiarot, presidente dell’ANFOLS nel corso di una audizione presso la Commissione cultura del Senato. L’80% del FUS senza vincoli può quindi rappresentare l’opportunità di rimettere in sesto i bilanci. Le fondazioni possono perciò scegliere di adottare una linea prudenziale e non fare alcuno sforzo affinché progetti come quelli di Verona vengano implementati.^

In sintesi: i teatri, negli anni, sono stati talmente mal gestiti, da generare deficit milionari. Ergo, ora, se ho la possibilità di prendere i soldi del FUS senza garantire la produzione, a me che me ne frega di spendere soldi? Li uso per rientrare dei disastri che ho fatto e chiudo tutti i buchi, poco male se i lavoratori vanno in cassa integrazione, o non percepiscono un soldo, io ne approfitto.

Ecco cosa c’è dietro a: No allo streaming. Lo spettacolo può ricominciare solo dal vivo. La volontà di mettere una pezza sopra a decenni di mala gestione e di stipendi da centinaia di migliaia di euro erogati a dirigenti capaci solo di generare milioni di euro di debito. Sulle nostre spalle.

Vergogna.

Roma, 8 maggio 2020