Si. Ma di mestiere?

Si. Ma di mestiere?

20 Dicembre 2019 Off Di Tiziana Tentoni

5 MOTIVI PER CUI IN ITALIA FARE IL MUSICISTA NON E’ CONSIDERATA UNA PROFESSIONE

1) Perché la musica nelle scuole è abbandonata

Non riusciremo mai ad essere considerati dei professionisti se non creeremo generazioni che sanno cosa è la musica, ma soprattutto generazioni che amino la musica. Alcune istituzioni molto volenterosamente destinano parte della loro programmazione al pubblico dei bambini e giovanissimi ma resta comunque sempre una scelta delle famiglie se portarli o meno. Invece, come si ritiene che una addizione sia imprescindibile per un bambino, così dovrebbe esserlo l’ascolto di un minuetto di Mozart.

2) Perché manca un albo

Tutte le professioni hanno un albo, ossia un l’elenco di coloro che sono abilitati alla professione. In Italia mai nessuno, mi risulta ma se sapete il contrario segnalatemelo gentilmente, ha presentato una proposta. Questo vuol dire fondamentalmente vivere in un Far West, senza regole, riconoscimenti, determinazione di tariffe minime. Troppo pragmatico? Sono d’accordo, ma se ci fosse un organismo auto costituito che se ne occupasse, troverebbe il modo di adattare le regole di base ed applicarle al settore musicale.

3) Perché ci sono troppi Conservatori

E pochissime orchestre molte delle quali a rischio perenne di chiusura. Perché ai ragazzi viene fatto credere che della musica faranno la propria vita professionale anche se non riescono a fare neanche una scala di Sol Maggiore. Questo genera pletore di giovani che pur di suonare accettano qualsiasi condizione. Del resto se gli insegnanti fossero sempre sinceri si svuoterebbero le classi, e perderebbero il posto, capisco. Però i Conservatori dovrebbero essere le scuole destinate a far emergere le eccellenze professionali, non scuole di musica per volenterosi amatori.

4) Perché non ci si tutela

Si accettano soldi in nero, anche 4 lire, senza pretendere un contratto e si accetta di suonare gratis con una facilità disarmante. E non parlo dei giovani eh, ma anche di molti blasonati concertisti che spesso accettano concerti per una stretta di mano e un pasto caldo. Questo massacra il mercato del lavoro, distrugge i giovani responsabili che con coscienza lottano nella determinazione del loro cachet, è una pratica ignobile e scellerata.

5) Perché si tende a svalutarsi

Un musicista lotta costantemente e tutti i giorni con l’imperfezione, le ore che si passano studiando lo strumento sono le radici della crescita umana e artistica, concorrono alla determinazione di persone speciali, uniche, che hanno tantissimo da offrire ma che devono esserne consapevoli e, per prime, farlo presente sempre a chi non lo capisce. Al prossimo che risponde Sì ma di mestiere che fai? spiegateglielo bene che professione fate, raccontategli quanto avete sacrificato della vostra vita e dei vostri affetti. Sono loro i poveretti ignoranti, non voi che della musica fate la vostra missione, tenetelo sempre a mente e andate avanti a testa alta.

Roma, 20 dicembre 2019
© Tiziana Tentoni