You will be Powerful

You will be Powerful

13 Giugno 2019 Off Di Tiziana Tentoni

Ho sempre amato disperatamente Yo-Yo Ma, un artista e un uomo che ha saputo, tra gli altri enormi meriti e capacità, assecondare il cambiamento mediatico e potenziare al massimo livello la sua comunicazione con il pubblico, riuscendo così a far amare la musica classica anche a chi fino al giorno prima non sapeva neanche cosa fosse, che poi è l’unica vera e imprescindibile esigenza contemporanea per la musica d’arte e d’autore.

Ho ascoltato queste parole di Yo Yo Ma rapita, ho trovato e ritrovato e ritrovato ancora ciò che mai dovrebbe mancare in un uomo di musica, di cultura, che ha anche la responsabilità di parlare ai giovani, ai ragazzi: l’aderenza alla realtà, la coscienza del quotidiano, la percezione realistica delle emozioni, i piedi per terra. Una visione della vita nella musica lontana dal sentimentalismo, vera, la si può toccare.

Ecco un stralcio del suo discorso a Dartmouth , l’ho tradotto anche in italiano per la comprensione di tutti: mi ha illuminato ancora di più la giornata.

Tiziana

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🇮🇹
“Avrai potere. E quando lo avrai, non ne abusare mai. Mai. […] Nella mia vita, ho visto talmente tante persone anteporre se stessi alla loro comunità, alla loro società, alla salute del nostro pianeta. Troppe persone che hanno scelto di costruire muri invece che ponti. […] E quello che è peggio, è che tiriamo sempre fuori un mucchio di scuse per questo comportamento. […] Limitando le decisioni a questo standard, ci stiamo dimenticando dell’empatia che abbiamo sin dalla nascita, della gfiducia che gli altri hanno riposto in noi e degli obblicghi che abbiamo l’uno verso l’altro come esseri umani.

Ecco perché la cultura è importante. La cultura resiste al limite e ci ricorda costantemente le meravigliose complessità ddi cui gli uomini sono composti, sia individualmente che collettivamente. Le storie che raccontiamo; la musica che facciamo; gli esperimenti e gli edifici che progettiamo. Tutto ciò che ci aiuta a comprenderci, a comprendere l’altro e a comprendere ciò che ci circonda è cultura.

Ma non è solo la cultura che leggiamo sui libri o vediamo in un museo. Sono le arti, le scienze, sono tutte le differenti discipline che ci chiedono di tentare, di avere fiducia, di costruire. È una cultura che ispira l’apprendimento profondo e la curiosità, che ci fa desiderare di cercare i principi universali che guidano tutto.

Oggi, ovunque vada, ogni volta che sento la musica scavalcare senza fatica un confine, ogni volta che vedo un esempio di arte che trascende le differenze economiche e politiche, ogni volta che conosco scienziati di dozzine di paesi diversi che collaborano, mi viene in mente quanto la cultura sia sempre stata, essenziale in ogni epoca, in ogni tradizione .

Due settimane fa, ero in Spagna. Ho fatto un pellegrinaggio per visitare la casa di uno dei miei grandi eroi, il violoncellista catalano Pablo Casals. Aveva 97 anni quando ero uno studente al college. Aveva vissuto la prima guerra mondiale, la guerra civile spagnola, la seconda guerra mondiale. Sono stato così fortunato ad aver suonato per lui quando avevo 7 anni. Mi disse che avevo talento. Il suo consiglio per me allora: assicurati di avere tempo per giocare a baseball. E vi lascio immaginare come elaborai questo consiglio.

Ma in realtà, quel saggio consiglio, “avere tempo per il baseball”, è stato un riflesso profondo della filosofia che ha motivato la sua vita. Casals ha sempre pensato a se stesso come un essere umano prima, come un musicista in secondo luogo, e solo allora come a un violoncellista. È una filosofia che ho tenuto accanto al mio cuore per gran parte della mia vita.

Ora, avevo sempre conosciuto Casals come un grande difensore della dignità umana. Ma stando in casa sua due settimane fa, ho capito cosa significava per lui vivere quella filosofia, cosa significava per lui essere prima un essere umano. Ho cominciato a capire solo alcune delle migliaia di azioni che faceva ogni giorno, ogni mese. Ognuna era al servizio dei suoi simili.

Ho visto lettere di protesta che ha scritto ai giornali da Londra a Tokyo. Ho visto minuziosi resoconti scritti a mano sui suoi enormi contributi finanziari a innumerevoli rifugiati in fuga dalla carneficina della guerra civile spagnola, prove di una vita potente e umanistica. La mia visita alla casa di Casals mi ha ricordato che dobbiamo tutti provare a usare bene il nostro potere. Perché non usare il nostro potere significa abusarne. […]

Ricordiamoci: ogni lotta per la riforma, l’innovazione o la giustizia inizia con una voce nel deserto. Una voce nel deserto. Vox clamantis in deserto. Lo sapete tutti.

Quindi, mentre vai avanti oggi, vorrei lasciarti con questo unico pensiero: hai, e avrai sempre, più potere di quanto tu sappia. Non abusare mai di questo potere. Non abusare mai di questo potere. È un regalo Usalo con cura e con grande intenzione. Ascolta le voci che piangono nel deserto; diventare una di quelle voci, una voce per la giustizia e per la speranza.

Ricorda, sempre, che tu sei un essere umano per primo. È una verità insita nelle fondamenta della tua educazione artistica liberale. Allena la tua umanità ogni giorno. Allena questa verità. Lascia che alimenti le tue decisioni, lascia che ispiri i tuoi pensieri e lascia che modelli i tuoi ideali. Quindi salirai. Volerai. E aiuterai gli altri a salire e a volare.”

Yo-Yo Ma

🇬🇧
“You will be powerful. And when you are, do not abuse your power. Ever. […] In my own lifetime, I’ve seen too many people make decisions that put themselves before their community, before society, before the health of our planet. I’ve seen too many people who choose to build walls rather than bridges. […] What’s worse is that we come up with a lot of excuses for this behavior. […] But by reducing decisions to these standards, we are forgetting about the empathy we are born with, about the trust others have put in us, and about the obligations to one another as human beings.

That is why culture is so important. Culture resists reduction and constantly reminds us of the beautiful complexities that humans are made of, both individually and collectively. The stories we tell; the music we make; the experiments and buildings we design. Everything that helps us to understand ourselves, to understand one another, to understand our environment—culture.

But, it’s not just the culture we learn about in textbooks or see in a museum. It’s the arts and sciences; all the different disciplines that ask us to try, to trust, and to build. It’s culture that inspires deep learning and curiosity, that makes us want to seek the universal principles that drive everything.

Today, everywhere I go—whenever I hear music effortlessly crossing a border or see an example of art transcending economic and political differences or witness scientists from dozens of countries collaborating—I am reminded how essential culture has always been, in every era, every tradition.

Two weeks ago, I was in Spain. I made a pilgrimage to visit the home of one my great heroes, the Catalan cellist Pablo Casals. He was 97 years old when I was a freshman in college. He had lived through World War I, the Spanish Civil War, World War II. I was so lucky to have played for him when I was 7 years old. He said I was talented. His advice to me then: Make sure you have time to play baseball. And I’ll let you imagine how that might have worked out.

But in reality, that wise counsel, “to make time for baseball,” was a profound reflection of the philosophy that motivated his life. Casals always thought of himself as a human being first, as a musician second, and only then a cellist. It’s a philosophy that I’ve held close to my heart for most of my own life.

Now, I had always known Casals as a great advocate for human dignity. But standing in his home two weeks ago, I understood what it meant for him to live that philosophy, what it meant for him to be a human being first. I began to understand just a few of the thousands of actions he took every day, every month. Each was in the service of his fellow human beings.

I saw letters of protest he wrote to newspapers from London to Tokyo. I saw meticulous, handwritten accounts of his enormous financial contributions to countless refugees fleeing the carnage of the Spanish Civil War—evidence of a powerful, humanistic life. My visit to Casals’ house was a reminder to me that we must all try to use our power well. Because to not use our power is to abuse it. […]

Let us remember: Every struggle for reform, innovation, or justice starts with a voice in the wilderness. A voice in the wilderness. Vox clamantis in deserto. You all know that.

So, as you go forward today, I’d just like to leave you with this one thought: You have, and always will have, more power than you know. Never abuse this power. Never abuse this power. It is a gift. Use it with great care and with great intention. Listen to the voices crying in the wilderness; become one of those voices, a voice for justice and for hope.

Remember, always, that you are a human being first. It’s a truth embedded in the very foundation of your liberal arts education. Practice your humanity daily. Practice that truth. Let it power your decisions, let it inspire your thoughts, and let it shape your ideals. Then you will soar. You will fly. And you will help others soar and fly.”

Yo-Yo Ma

Ho sempre amato disperatamente Yo-Yo Ma, un artista e un uomo che ha saputo, tra gli altri enormi meriti e capacità,…

Posted by Tiziana Tentoni on Thursday, 13 June 2019