Riproposta di legge

Riproposta di legge

10 Marzo 2019 Off Di Tiziana Tentoni

Tutto molto interessante, e non cito Fabio Rovazzi a caso.
Sì perché la proposta di introdurre la storia della musica nei programmi del liceo per, cito il testo: ^Rendere fruibile agli studenti le maggiori espressioni della civiltà musicale e di introdurli al patrimonio musicale della storia italiana, europea e internazionale, nonché di avviarli a un ascolto consapevole e di elevare la materia musicale a pilastro fondante della cultura italiana al pari della letteratura e delle arti visive^, è quanto di più inutile e anzi controproducente si possa fare.

A 13 anni i ragazzi hanno già i loro idoli: Sfera Ebbasta, SHADE, Ghali. Vi fanno schifo? Eh, a loro no, e questo DEVE essere tenuto in considerazione. Voi A 13 ANNI, gli volete parlare del madrigale, del canto gregoriano: è uno scherzo? Mettersi a parlare di Haydn, Beethoven, Schubert non farà altro che allontanarli, sarà la materia No adesso c’è musica che due coglioni!

La proposta di Alberto Mantelli encomiabile, valeva quando è stata fatta ossia 55 ANNI FA. 55 ANNI FA. Ora le carte in tavola sono completamente diverse, i ragazzi assorbono come spugne un linguaggio veloce, moderno. A 13 anni hanno un orecchio bello che formato da ciò che ascoltano su Youtube, su Itunes, su Apple Music. Pensa che due palle a sentire uno che in classe ci parla di parrucconi fuori dal contesto della loro vita vissuta.

Poi ovviamente la domanda successiva: e chi insegnerebbe sto patrimonio musicale dimenticato? Chi argomenterebbe gli ascolti delle sinfonie di Brahms? Gente che non ha mai neanche preso in mano uno strumento in maniera professionale o che non è mai salito su un palco? O un musicologo in disuso reciclatosi insegnante?

E’ prima che bisogna agire: la vera grande riforma dell’insegnamento della musica sarà tale quando sarà sviluppato un piano didattico serio, competente, e che preveda anche una scelta oculata dei docenti DALL’ASILO, da quando il bambino è in grado di assimilare con naturalezza gli stimoli del linguaggio e dei suoni. Allora crescerà nella musica, sarà permeato di sensibilità musicale, sarà un essere umano con la grande opportunità di sviluppare una passione, professionale o amatoriale che, a lungo termine, contribuirà ad incrementare il pubblico della musica classica.

Se saltiamo a piedi pari ai 13 anni, non servirà ad una beneamata se non ad annoiarli.

Questa proposta di legge, a cui hanno lavorato Michele Nitti e Alessandra Carbonaro, già depositata alla Camera dei Deputati, ha un grande rischio boomerang, da non trascurare: non aumenterà le presenze giovanili, sarà esattamente il contrario.

Quindi, bravi, con comodo dopo 55 anni ci siete arrivati che la musica ha bisogno di una riforma? Ottimo, ma non fate quella sbagliata, quella che non farà altro che peggiorare le cose.

Oppure facciamo una bella campagna di utilità sociale, culturale e artistica via social finanziata dal Mibac con Fabio Rovazzi (lo nomino ancora perché mi sta troppo simpatico) che ci racconta Mozart e i Måneskin che ci parlano del Gruppo dei 5. Vedi come l’interesse per la musica classica si impennerebbe, vedi come i ragazzi spontaneamente si andrebbero ad informare su chi è Stravinsky.

Orrore! Sacrilegio!
Che palle: siete noiosi e vecchi dentro, da morì!

https://www.ilfattoquotidiano.it/…/storia-della-mu…/5013390/

Fabrizio Basciano Il Fatto Quotidiano, per l’articolo.

© Tiziana Tentoni
Roma, 10 marzo 2019

Tutto molto interessante, e non cito Fabio Rovazzi a caso.Sì perché la proposta di introdurre la storia della musica…

Posted by Tiziana Tentoni on Sunday, 10 March 2019