SOS Conservatori

SOS Conservatori

7 Novembre 2018 0 Di Tiziana Tentoni

Le audizioni eliminatorie dell‘EUYO per gli archi sono terminate ieri: ho sentito tanto talento, certo, ma anche tanta, troppa impreparazione.

Il brano a scelta, nell’80% dei casi è un brano che non sanno fare, vanno in palla totale: perché è preparato così male? L’impostazione tecnica è scandalosa: braccio destro rigido, arco storto, intonazione a dir poco approssimativa, interpretazione confusa, gli si parla di articolazione e non sanno a momenti neanche cosa sia. Perché non gli viene consigliato finché sono in tempo di cambiare studi e dedicare allo strumento uno spazio amatoriale, non professionale?

E poi i passi: nell’80% dei casi non hanno mai ascoltato i brani e stiamo parlando della 9° di Beethoven, o di Vita d’Eroe di Strauss, non del War Requiem di Britten per dire. E questa è responsabilità dei ragazzi, ok, diciamo così: non ci sono più scuse ormai perché i brani si trovano da scaricare o ascoltare ovunquei. Ma l’impostazione tecnica, la scelta del punto d’arco, i tempi completamenti sbagliati, questa è colpa di chi li ha “preparati”. Punto.

Quindi: dove sta il problema e perché siamo così indietro dal punto di vista formativo rispetto agli altri paesi d’Europa? Chi insegna nei conservatori, chi segue questi ragazzi così poco da non rendersi conto che NON DEVONO presentarsi allo sbando all’audizione per l’orchestra che selezionerà i musicisti che andranno a far parte della più importante orchestra giovanile del mondo, fondata da Claudio Abbado: C-L-A-U-D-I-O-A-B-B-A-D-O, ma lo sapete chi è?

Nei conservatori italiani non ci sono corsi di Orchesterstellen come nella accademie in Svizzera per esempio, dove studi il repertorio con un insegnante, bravo, di chiara fama, ma hai poi la possibilità di approfondire i passi orchestrali con un professionista che suona in orchestra! Come fai a insegnare come si suona BENE in orchestra se non hai mai suonato con un’orchestra che suona bene e con grandi direttori: ma ci vuole così tanto a capirlo?

Sì VA BENE CERTO: non tutti gli insegnanti sono scarsi, non tutti i conservatori sono disorganizzati, vabbè, chiaro e scontato, io per prima conosco musicisti che dedicano l’anima ai ragazzi con risultati eccellenti e conservatori che tutelano con cura gli allievi. Ma sono troppo pochi visti i risultati e questo anche perché vorrei tanto sapere CHI valuta i titoli delle graduatorie visto che troppo spesso, chi non riesce ad avere l’abilitazione, è invece un professionista o uno strumentista coi controca’ e con chilometri di esperienza di altissimo livello alle spalle.

Io credo che la questione conservatori di musica in Italia sia un’emergenza e vada affrontata presto, altrimenti continueremo a perdere l’opportunità di potenziare il talento di tantissimi giovani che vedranno sfumare l’occasione di fare della propria passione una professione.

Dedicatevi ai giovani che hanno messo nelle vostre mani il futuro e pure una parte dei loro sogni: è giusto, è quello per cui prendete uno stipendio. E, in più, vi conviene: anche perché vi assicuro che quando dopo un’esecuzione disastrosa viene poi fatto il vostro nome, non fate proprio una bella figura.

Firenze, 7 novembre 2018
© Tiziana Tentoni