ParenTalent

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13 Marzo 2018 0 Di Tiziana Tentoni

Cari genitori di talenti musicali,

vorrei raccontarvi una storia.

Una delle cose più dure da accettare che mi è capitata ultimamente, si inserisce nel contesto talent scout ossia quel tempo ed energia che investo personalmente alla ricerca di talenti della musica classica.

Va detto che il talento infantile e giovanile è tanto ma tanto difficile da gestire: genietti della tecnica ce ne sono tantissimi, su Youtube è un pullulare di bambini dai 3 anni che suonano come illuminati da uno spirito divino, si rimane a bocca aperta. Personalmente provo però sempre una sensazione strana, a me sti ragazzini fanno un po’ impressione ma soprattutto chi mi fa tenerezza, e molta, siete voi cari mamma e papà, che avete scoperto di avere in casa un bambino superdotato musicalmente.

La ragazzina che ho incontrato in una capitale europea qualche mese fa, è una pianista sopraffina, talento a palate. Tre anni fa sentii un suo video su Youtube e pensai che mi sarebbe molto piaciuto aiutarla a costruire la sua carriera, sentendola suonare si percepiva che quello e solo quello voleva dalla sua vita, quindi ho cominciato a setacciare il web per avere un contatto. Prima attraverso Facebook, poi attraverso una mail, per mesi abbiamo implorato di darci una risposta, nulla. Non ci siamo date per vinte finché finalmente la madre della ragazza, che ormai aveva compiuto 18 anni, si è fatta viva dicendo che era interessata.

Abbiamo cominciato quindi un carteggio (ripeto, dopo quasi un anno in cui le chiedevamo risposte) che ha portato ad una prima proposta di accordo scritto da parte di Amusart: accordo di una complessità SCOVOLGENTE, blindato direi! Una pericolosissima misera paginetta di accordo di rappresentanza con recesso in UN MESE, proprio per lasciare libera la ragazza e la sua famiglia di revocarci l’incarico se non fossero stati contenti senza nessun tipo di lungaggine, è un’impostazione che in realtà io cerco di tenere sempre: i rapporti professionali, quando non vanno, bisogna terminarli senza accanimenti, come le storie d’amore. Le chiedevamo semplicemente l’autorizzazione a poter promuovere il suo nome, sono regole di privacy che gli agenti devono rispettare, altrimenti diventa una giungla in cui chiunque si arroga il diritto di usare nomi di artisti anche a vanvera, non si può fare: bisogna avere una autorizzazione scritta dall’artista stesso o dall’agente che eventualmente lo rappresenta in esclusiva. Chiusa parentesi.

Niente, ancora giorni, settimane di attesa. A quel punto decido di andare a conoscerla personalmente, a farmi stringere la mano, a guardare la madre negli occhi per tranquillizzarla che ha trovato una persona con giuste intenzioni: compro il biglietto aereo, prenoto l’hotel e parto. Perché investire in una ragazza che non ha un’attività concertistica strutturata e che mi ripagherà economicamente solo fra almeno due anni di duro lavoro? Perché il suo modo di suonare mi appassiona, e quando ho iniziato a fare la manager di artisti ho capito che è fondamentale lasciare dentro di se un’oasi di cose che fai solo perché ti va, perché ti piace da morire, anche se non ci guadagni nulla.

Incontro lei, la madre, la sento suonare, mi dice che l’unica cosa che lei vuole dalla vita è suonare il pianoforte. Vengo a sapere che una delle più grandi pianiste del momento è proprio in città e la sera stessa ha un concerto: mi faccio in 4 per avere un appuntamento e le faccio incontrare, la star chiede alla giovane di suonare per lei, un’occasione unica, che decido di creare senza star troppo a pensare, il famoso cuore oltre l’ostacolo.

Torno in Italia contenta, so che posso fare molto per questa ragazza e risottopongo l’accordo alla madre: niente, passano ancora mesi.

Fino a che mi vedo arrivare un contratto di 10 pagine, redatto da chi la musica e la gestione artisti non sa neanche dove stia di casa, cialtroni incompetenti. Volendo sorvolare sulle premesse fuori luogo in cui si descrive la ragazza come un’artista fatta, formata e al cui cospetto, secondo quello che scrivono, impallidirebbe anche Martha Argerich, e volendo sorvolare anche su una serie di vincoli sulla promozione secondo i quali praticamente non posso neanche quasi fare il nome della ragazza senza chiedere una ulteriore conferma e accettazione scritta ogni volta, due clausole mi sconvolgono: devo garantirle uno STIPENDIO minimo mensile di TOT e, se per un mese non venisse percepito, la penale sarebbe pari a quel salario mensile moltiplicato per un anno. Una follia, un doppio carpiato nel vuoto atterrando su un letto di chiodi.

Dopo una prima mail interlocutoria in cui prendo tempo perché delusa e davvero scioccata da tanta incompentenza, decido di rispondere alla mamma e alla famiglia della ragazza che la mia pazienza è finita e che dispiace constatare però come le famiglie possano davvero mettere a rischio, con la presunzione, l’ignoranza e la poca lungimiranza, la soddisfazione nella vita dei loro figli.

Avete grandi responsabilità cari genitori quando un talento si affaccia prepotente nella vita dei vostri figli, non caricatelo delle vostre aspettative mancate, non specchiatevi in loro: parlateci, ascoltateli e accompagnateli per mano dentro il sentiero dei loro sogni. Sarà bellissimo quando poi da grandi vi guarderanno negli occhi, vi ringrazieranno e vi diranno che sono felici.

Tiziana

Roma, 13 marzo 2018