La pagherai

La pagherai

30 Gennaio 2018 Off Di Tiziana Tentoni

Tra le frasi che più spesso ascolto dai musicisti, quella nella foto è senz’altro nelle top 5: il concerto è stato fatto e dei soldi neanche l’ombra.

Ora, proviamo ad affrontare la cosa per ordine.

Difficilmente, moooolto difficilmente, sarà chi vi deve i soldi a venirvi a cercare: sarete voi che, se va bene, proverete a fare una misera mail o telefonata che avrà con ogni probabilità esito fallimentare. Solitamente vengo interpellata in questa fase, per avere una consulenza su come agire o per recuperare il credito, e la prima cosa che chiedo ovviamente all’artista è di inviarmi il contratto per capire i termini di pagamento. Allora, nel 99% dei casi, sui contratti, gli artisti non pretendono l’inserimento dei termini di pagamento cosa che ovviamente vi renderà estremamente deboli nel momento in cui lo solleciterete. Mettere un termine di pagamento, da 5 giorni dopo il concerto a 3 mesi dopo, vi tutela nel momento in cui andrete ad esigerlo perché l’istituzione o il promotore avranno un vincolo con voi che li motiverà a pagarvi prima di chi invece non ha insistito per inserirlo in contratto. Sappiate, perché è importante, è realtà e va detto, che molti dei direttori artistici delle stagioni sono davvero eroi che nonostante non abbiano mai certezze sui finanziamenti pubblici di anno in anno, comunque con coraggio si impegnano a fare concerti. Detto questo però insomma: i vostri soldi vi spettano!

A questo punto, posto che sul contratto ci sia scritto “pagamento a 3 mesi”, al 91° giorno, prima di scagliargli contro tutto l’ordine degli avvocati “perché c’ho un amico della cugina di mia nonna che me lo fa gratis” ed andare incontro ad un fallimento sicuro perché se un avvocato ve lo fa gratis mollerà presto e se si fa pagare vi costerà più della cifra che dovete prendere, il consiglio che funziona è quello di rivolgervi ad una persona, meglio ovviamente dell’ambiente e che conosca le istituzioni concertistiche, con la quale pattuirete un compenso (proponete AL MASSIMO il 10% della cifra che dovete percepire, non di più) che si occupi di analizzare il contratto, mettersi in contatto con l’istituzione e seguire l’iter del pagamento.

Così avrete, in primis, qualcuno con cui prendervela (aspetto non trascurabile, perché le istituzioni dopo la prima volta non vi risponderanno più e quindi con chi vi sfogate?); e, secondo, la tranquillità che anche se voi state componendo, suonando, ballando, scrivendo o recitando, qualcuno si sta occupando dei vostri crediti. In più, la fattura che vi farà per il suo incarico, essendo costo attività, la scaricate.

Quindi, basta fegati ingrossati, rabbia e lamentele: passate all’azione e sarete sereni e remunerati
Tiziana