Note di Viaggio: PRAGA

Note di Viaggio: PRAGA

8 Dicembre 2017 Off Di Tiziana Tentoni

Una città senza ricordi. A Praga ero stata solo una volta quasi 25 anni fa, per un concerto di cui ho ricordato i dettagli solo al telefono con un amico. Un’immagine sfocata dell’orologio nella Città Vecchia, il resto buio totale. Proprio per questo, ero particolarmente felice di andare forse nell’unica città al mondo dove sono già stata ma dove non ho a mente nessuna sala, nessun hotel, nessun bacio appassionato, nessuna litigata furibonda, nessuna cenetta a lume di candela o passeggiata romantica di notte. Io, Praga, il trolley, il computer e l’eccitazione di sapere che qualsiasi cosa facessi sarebbe stata la prima. In più, appuntamenti di lavoro semplici quindi tutto il tempo di girare a testa in su, giù, destra e sinistra.

E quindi.

TRASPORTI

Viaggiavo da Londra con la solita EasyJet pessima. Io non sopporto chi si mette in fila 40 minuti prima all’imbarco, siete dei soggettoni ma a che serve? Di solito mi metto a sedere di fronte al gate, aspetto la fine e arrivo in scivolata. Questa volta poi avevo preso il Priority, l’Upgrade e la Bolla Papale per portarmi il bagaglio in cabina quindi ero proprio rilassata a dire poco: Signora è arrivata tardi deve imbarcare la valigia. Ma che vuol dire? Tu, Easyjet diquestamì, hai tot clienti che hanno comprato il posto davanti e lo spazio per il trolley: ma si può sapere che ci vuole a tenere l’ingombro delle cappelliere corrispondenti libero e riservato a chi ha pagato il servizio? Vabbè: ero sveglia dalle 4, lo steward aveva la stessa espressione di un’Iphone quando si impalla con la rotellina che gira quindi ho lasciato perdere. Arrivata a Praga mi passa subito il malumore: bella serata, servizio di taxi con concierge impeccabile appena fuori dall’aeroporto, ho chiesto di avere un autista con carta di credito e lui: Yes Madam, we all have credit card service. Che meraviglia. Al ritorno invece mi avevano prenotato una macchina di una piccola compagnia di taxi indipendente e la signora che guidava aveva il pos rotto: quindi, non avendo corone abbastanza ma solo euro, ho chiesto di poter pagare in valuta europea. Lei ha verificato quante corone avessi, 200 faccio io: Ok va bene quello che ha – dice lei – mi dispiace molto per questo disservizio Signora – aggiunge! 200 corone sono circa 14 euro, per andare in aeroporto, 30 minuti di tragitto. Così, per dirne una..

Valutazione: FA ♪♪♪♪

DORMIRE

Proprio sotto il Castello, in zona Malá Strana, prenotato su Booking, un delizioso appartamentino gestito dal Nicolas Bar: parquet, finestre sulla strada, specchio antico appoggiato in terra ad arte, angoli con sedute di cotto in muratura, insomma sei a Praga e stare in un appartamento piuttosto che in hotel te la fa vivere ancora più intensamente. Il check in l’ho fatto la sera tardi direttamente al pub lì sotto, c’era una festa per la pensione: gli amici del festeggiato si erano prima di tutto scolati un serbatoio tra birra e slivovice, il liquore alla prugna tipico, e poi giravano facendo il trenino vestiti da spogliarelliste con tanto di tette finte e parruccone bionde: uno spettacolo, e meravigliose le mogli che battevano le mani sedute al tavolo ancora più ciucche di loro.

Valutazione: FA ♪♪♪♪

MANGIARE

Sono stata in un locale turistico, U Malvaze, sia per pranzo che per cena, dopo Ponte Carlo verso la Città Vecchia: ovviamente niente di locale o tipico ma un brodino di pollo davvero buono che mi ha rimesso al mondo. Ma la standing ovation la dedico ad una porcata megagalattica di street food: il trdelník, un tubo di pane caldo con uno spessore di zucchero caramellato di 6 metri e mezzo circa sopra e spalmato di cioccolata bianca bollente all’interno, comprato in un negozietto appena prima di Ponte Carlo: gestito da 3 signore ceche pienotte, sorridenti e godereccie. Da non perdere, la porcata e l’allegria delle signore.

Valutazione: FA ♪♪♪♪

ATMOSFERA

Luminarie di Natale accennate ma brillanti e calde, come una donna che è talmente bella da non aver bisogno di troppi gioielli, bastano dei punti luce. Il pensiero mi è andato alla mega stella cometa di 10 metri in giallo e blu che si staglia all’entrata del comprensorio dove abito: discretissima, inquina solo a guardarla, secondo me è un’arma chimica per sterminare tutta Roma Nord e dintorni.

I lampioncini eleganti, il Castello che sovrasta la città, le statue di Ponte Carlo che si dice prendano vita la notte, i vicoli affascinanti, pregni di tradizione, la Moldava che luccica, il John Lennon Wall, il Rodolfinum. E poi Dvorak e musica in ogni angolo, la senti, la tocchi ovunque. Mistero, buio, simbolismi: Praga non è una città, è una pozione magica.

Last: il Czech Museum of Music con due mostre all’interno. Una che sembra dedicata solo ai piccoli invece è perfetta per gli adulti che si tengono stretta la parte bambina: oggetti, stampe, bozzetti, micro installazioni semplici e colorate guidano alla riscoperta del nostro fanciullino attraverso la storia degli elementi delle fiabe, fuoco, acqua, la strega cattiva, la foresta. Mi sono seduta sulla sedia di una vecchia rappresentazione di Alice e ci sono restata un quarto d’ora solo a guardarmi intorno.

E poi la seconda mostra, gli strumenti musicali: detta così sembra la solita roba. Invece no: avete mai visto il pianoforte giraffa? E il Forster con tre tastiere, una coi quarti di tono? Poi, così, improvvisamente, appare sospeso in una teca un Nicola Amati Cremona 1650, con intarsi sulle fasce e filetto lavorato in madreperla: ci siamo guardati e amati per 10 interminabili minuti.

Valutazione: LA ♪♪♪♪♪♪

LAVORO

Non sempre si incontrano persone interessanti anzi, in questo caso almeno un paio erano proprio inutili se non dannose per la musica. Ma si impara anche da chi vale meno di zero, sono esempi da non seguire e per questo queste occasioni le metto comunque da parte nell’hangar delle esperienze. Questo contrattempo relazionale non ha tolto nulla alla piacevole conoscenza di una vera star del pianoforte, Yuja Wang: bella, disponibile e generosa con il talento giovanile.

Ma tra spostamenti, incontri e passeggiate, la più grande conquista è stato il compimento di un personale percorso mentale ormai iniziato da un po’: un agente di musica classica deve tenere SEMPRE come UNICO valore assoluto la qualità dell’artista scelto, che deve essere straordinaria. Promozione, comunicazione, social media, fattori assolutamente necessari e fondamentali per la carriera, devono seguire però quel valore in modo direttamente proporzionale. Rappresentare un artista che ha una buona qualità ma non eccelsa, anche se con un’ottima capacita mediatica, è una bugia che diciamo a noi stessi, ha gambe corte e vita ancora più breve.E in questo senso sono davvero soddisfatta perché i due artisti che ho incontrato, uno a Londra e uno a Praga, mi rendono orgogliosa di rappresentarli, ve li presenterò prima di Natale.

Valutazione: FA ♪♪♪♪

 

Morale: Bello, fantastico, meraviglioso ma a Praga fa freddo. Occhio.

Arrivederci alla prossima nota!

Tiziana ♪