SBocciati

SBocciati

18 Luglio 2017 Off Di Tiziana Tentoni

Non so se vi sia mai capitato di svegliarvi una mattina e sentire che qualcosa non quadrava. Tutto, ma proprio tutto era a posto, nessuna sbavatura, un disegno talmente perfetto da non sembrare quasi vero. Cosa potevo desiderare di più infondo, me lo dicevano tutti e quindi mi convincevo che quel disagio, quella discordanza facessero parte del mio carattere, del cercare sempre oltre, del non accontentarmi mai, una sfumatura di un atteggiamento sempre in cerca che però, mi dicevo, è proprio quello che mi ha permesso di ottenere la bella vita che ho.

Ma quella mattina di circa un mese fa ho capito che stavo mentendo, a chi mi stava vicino, certo, ma soprattutto a me stessa. E che era arrivato il momento di prendere il coraggio e cambiare tutto. Dentro. Non potevo più accettare compromessi, finte felicità, falsi traguardi. Non potevo più accettare di ritrovarmi faccia a faccia con una persona che non conoscevo più, con una me stessa che aveva perso smalto, entusiasmo, energia. Che aveva tutto in ordine ma che, per questo, stava pagando un prezzo troppo alto: la spersonalizzazione.

Mi mancavo, non sapevo più dove trovarmi. Ero come una pianta di ortensia che era stata bellissima, densa di colori vivaci e ricchi, e che ora, talmente appesantita dalle foglie marce e dai fiori secchi, non riusciva più a fiorire. Annaffiarla era peggiorare la situazione, serviva tagliare, di netto, tutta la pianta, sicura che ancora ci fosse linfa che non aspettava altro che ridare flusso alla vita.

E così ho fatto.
Mi sono chiesta cosa fosse la cosa più importante che volevo raggiungere e tutto confluiva in una, piccola ma immensa risposta consapevole: volevo ritrovarmi, risbocciare, più forte ancora di prima. Con la mia bellezza interiore, certo, ma anche e soprattutto con le mie incongruenze, le mie contraddizioni e le mie incapacità. Ci sarebbe voluto del tempo ma sarebbe stato benedetto.
Ed ecco, i primi boccioli, le prime gemme verdi affacciarsi.

Fidiamoci di ciò che muore perché crea spazio, crediamo in ciò che finisce perché porta nuovi inizi. Rispettiamo noi stessi ed il sacrosanto diritto a vivere con mille variazioni, con passione e serenità ma anche con conflitti e difficoltà che servono a crescere. Una vita che non ha paura di essere vera.

Nessuno può spegnerci se non siamo noi a permetterlo, costi quel che costi.

Caserta, 18 luglio 2017

Foto: ortensia nella veranda di casa mia