CastOrchestra

CastOrchestra

9 Giugno 2017 Off Di Tiziana Tentoni
A parlare di scorrettezza in Italia di questi tempi si rischia di cadere nel banale talmente è permeata nel tessuto e a volte davvero difficile da far venire a galla. Ma se ne parla per lo più a livelli di vertici istituzionali, più semplice ovviamente da evidenziare grazie all’occhio sempre puntato dei social e dei canali mediatici.
Nel campo musicale assistiamo da anni a bilanci spropositatamente in passivo, a cariche spesso attribuite con alchimie politiche e, giustamente, le orchestre si ribellano, lanciano strali, gridano allo scandalo e urlano la loro insoddisfazione e la loro paura per la possibile perdita del posto fisso, frutto di anni di studio e di lavoro e di concorsi vinti. Quella di professore d’orchestra è una delle professioni più gratificanti nel mondo della cultura e della musica ma è anche difficile e complessa dovendo rendere conto alla necessità di gratificare il proprio ego artistico al servizio però della comunità orchestrale.
Alcuni dei miei più cari amici e moltissimi stretti conoscenti suonano nelle orchestre italiane e sono professionisti seri, dedicati, corretti ed equilibrati. Il pubblico, al cospetto di una compagine sinfonica o lirica, è naturalmente ispirato dal pensiero della bellezza e della gioia che questi musicisti devono provare a fare musica insieme, si identificano in loro, li ammirano e fantasticano su questo mondo idilliaco di compagini composte da artisti illuminati dal faro di un unico, poetico obiettivo: servire la Signora Musica.
Se questo è sacrosanto al 95% delle persone che conosco e che popolano le orchestre italiane, è anche però notorio nell’ambiente che una falda di scorrettezza e compromessi muove sotterranea ed indisturbata, per lo più sconosciuta a chi è fuori dall’ambiente ma ben nota a chi la “casa” orchestra la abita da decenni.
Questa casta oligarchica, che chiameremo CastOrchestra, è davvero molto ridotta ma è un’erba infestante che condiziona a volte l’andamento dei concorsi, la vittoria delle audizioni e la chiamata diretta degli aggiunti.
Il terreno preferito in cui opera è quello delle lezioni private: quanto più vieni a casa a fare lezione e mi paghi, tante più possibilità hai di vincere il concorso. Si tratta, ovviamente, di pagamenti non dichiarati al fisco, quindi si tratta di evasione fiscale, la stessa, identica, di cui poi però loro, i “paladini della giustizia”, accusano tutti gli altri tirandosi egregiamente fuori ma continuando a fare i loro comodi indisturbati.
Altro habitat naturale dei pochi nostri, è quello delle pressioni sugli aggiunti: e non parlo di sfottò e battute di stecca come si dice, quello fa folclore ed è divertente. Parlo dello strapotere fortemente maschilista dei nostri super eroi della CastOrchestra nei confronti, solitamente, del genere femminile. Sguardi, ammiccamenti, a volte pesanti commenti sessisti, il repertorio è ben articolato ma tutto focalizzato su un unico argomento: indovinate un po’? Esatto, il sesso. Che fantasia eh. Provate a suonare come aggiunta in una orchestra con un paio di pantaloni che non sia ascellare e vedrete che alla prova successiva vi verrà la tentazione di indossare una muta subacquea tanta la volgarità e stupidità dei commenti che ne saranno venuti fuori. Ripeto, assolutamente non da tutti i musicisti, ma ne basta uno di imbecille per rovinarvi la giornata e farvi passare la voglia di andare a suonare, ve lo assicuro perché mi è successo.
Poi tutta una serie di variazioni sul tema, tra cui, solo per citarne una: “Vieni al mio masterclass estivo?” ad esempio, a voi suona come una domanda ma in realtà il punto interrogativo è opzionale per la nostra ridottissima CastOrchestra che con i corsi estivi solitamente ci paga la vacanza a tutta la famiglia, canarino compreso.
Non mi dilungo oltre.
Sono certa che tanti si ritroveranno in ciò che scrivo ma non avranno la volontà di confermare per non compromettere i loro rapporti con la CastOrchestra: non vi biasimo se resterete in silenzio o se vorrete scrivermi la vostra esperienza in privato, sappiatelo.
Ma prego tutti, invece, di fare attenzione a chi urlerà indignato da ciò che ho scritto: beccato!
#castorchestra
Roma, 9 giugno 2017
Illustrazione © Alessandro Gottardo