Allons enfants de la Musique!

Allons enfants de la Musique!

6 Aprile 2017 Off Di Tiziana Tentoni

Parigi è una capitale che ha scelto con attenzione di portare la musica classica tra le persone, nel quotidiano, nelle consuetudini familiari.
La Cité de la Musique infatti è una Parigi lontana dalla tradizione, dai monumentoni, dai grandi teatri di tradizione. Siamo nel XIX Arrondissement, a nord ovest, all’interno del Parc de la Villette, dove confluisce la maggior parte della vita musicale parigina: accanto al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse, si trova infatti la Philharmonie de Paris, una sala costruita dall’architetto Jean Nouvel e terminata nel 2015, con il primo concerto inaugurale dell’Orchestre de Paris diretta da Paavo Järvi.
Sala meravigliosa, intitolata a Pierre Boulez, interno con un effetto molto poetico, sembra di essere dentro a un pianoforte, colori ocra e nero lucido.
Nella Cité de la Musique convivono quattro orchestre: l’Orchestre de Paris, Les Arts Florissants, l’Orchestre de chambre de Paris e l’Ensemble InterContemporain e con cadenza trimestrale circa possiamo assistere a mostre che spaziano da Beethoven a David Bowie, da Chagall a Bob Marley.

Si tratta di un vero e proprio polo sociale oltre che musicale: per esperti ed appassionati certo, ma anche per neofiti, curiosi, famiglie, sportivi.
La domenica mattina, nel piazzale antistante la sala, intorno ad una grande fontana, ci sono lezioni di crossfit, yoga, si possono fare picnic sul prato, oppure passeggiate o running sul Canal de l’Ourcq che attraversa il Parco. Una scelta infinita di bistrot, ristoranti, piccoli bar: dal ristorantone di tradizione, Au Bœuf Couronné, ad un piccolissimo bistrot, il mio preferito, Chez Louis, sino al classico Cafè des Concerts, punto di incontro prima e dopo concerto.

Questo inserimento nella vita quotidiana e nei momenti di relax e spensieratezza, determina un fenomeno utilissimo per l’incremento dell’interesse nei confronti della musica classica proprio perché nasce con estrema naturalezza e, per questo, con ottime probabilità di resistere e svilupparsi.

Facciamo un esempio: una famiglia, che magari non ha mai ascoltato una nota di classica, viene qui a fare un picnic e vede il poster del concerto della sera che si chiama SOIREE’ A’ L’ITALIENNE. Senza sapere che la motivazione di questo titolo è l’esecuzione della Quarta Sinfonia di Mendelssohn che si chiama appunto “Italiana” (della quale a loro ovviamente interessa, da 0 a 100, meno 50 perché non la conoscono) decidono di andare al concerto perché il titolo è simpatico, fa venire voglia di pasta, di sole, di bellissima Italia. Compra il biglietto, e sul Saltarello della più festosa e gioiosa sinfonia del gaudente Mendelssohn, scatta l’emozione: “Ma bella questa musica, dove la trovo?” Tac, scaricata da Itunes o comprato CD, e la passione si accende: incrementate le vendite del mercato discografico e acquistata una bella coppia di abbonati che poi, frequentando il polo, si accorgerà anche delle tantissime possibilità di ascolto e concerti per i bambini e coinvolgeranno i loro figli! In questo modo stanno rendendo un servizio fondamentale alla cultura e alla musica: stanno incrementando il pubblico del futuro.

Il nuovo pubblico, oltre che formato a scuola sin da bambini, va cercato in chi NON conosce la musica classica. Nuovo infatti non vuol dire nient’altro che non esistente fino ad un momento prima. Per creare un pubblico nuovo, quindi, non bisogna cambiare ma INVENTARE. Bisogna creare un’esigenza e, in questo caso, creare uno spunto di interesse.
Cercare un pubblico giovane o meno giovane, non è così importante, ma che sia non esperto, non frequentatore usuale delle cattedrali della musica classica, un pubblico al quale stimolare la curiosità con una comunicazione simpatica, immediata, che si avvicini a modelli di vita differenti, semplici, ed anche una comunicazione che non dia solo informazioni ma che stimoli con leggerezza e simpatia sensazioni e che ispiri il desiderio di crearsi interessi differenti.

Parliamo di classica con il sorriso, comunichiamola con fantasia, promuoviamola con idee che siano vicine al mondo delle persone, non solo quelle che già amano la classica, spaziamo con la fantasia ed osiamo con coraggio ed entusiasmo.
C’è un’immagine apparsa su web che alcuni reputano quasi blasfema e che io trovo invece molto efficace e funzionale, Mozart con gli occhiali da sole, molto rock.
Ecco, per come la penso io, non infangheremo la grandezza sublime di Mozart se lo ritrarremo su un cartellone con gli occhiali da sole: lo offenderemo se la sua musica inarrivabile troverà una sala vuota ad aspettarla.

Au revoir mes amis!

Parigi, 6 aprile 2017

Potete guardare il mio video dalla Philharmonie de Paris a questo link su FB:

https://www.facebook.com/1421005801284555?story_fbid=1421005801284555&id=616710791714064