Padre Nostro

27 Gennaio 2017 Off Di Tiziana Tentoni

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I timpani accanto al concertino dei primi violini, 6 contrabbassi che sovrastano l’orchestra dietro i legni e che nello scherzo della 5a fanno saltare per aria pubblico, inservienti, maschere, biglietteria e parcheggiatori, 50 ragazzi che improvvisamente irrompono sul palco nel crescendo dell’ultimo movimento a triplicare ogni sezione dell’orchestra.

Le relazioni tra i direttori stabili e le grandi orchestre si annoverano tra i grandi misteri dell’universo. Lo desiderano, lo amano, lo idolatrano, poi una prima avvisaglia, il primo difetto, la prima critica e giù una frana: pochi resistono per decenni nelle istituzioni, pochi soprattutto quelli poi destinati a ricevere dalle orchestre un sentimento fin troppo trascurato e sottovalutato: la Riconoscenza.

Ivan Fischer e la Budapest Festival Orchestra, da lui creata nel 1983, mi hanno permesso stasera di festeggiare Mozart gioendo di un Beethoven illuminato.

Quella di stasera non è una relazione professionale, una collaborazione artistica: quella di stasera è una storia d’amore esemplare tra un padre generoso e una figlia devota.

Budapest, 27 gennaio 2017