Due anni senza Maazel

Due anni senza Maazel

13 Luglio 2016 Off Di Tiziana Tentoni

Alla fine del 1° movimento di un’ennesima 3a di Beethoven, lo vidi che mi lanciava occhiate di fuoco. Pensai: boh, sono sicura di non aver sbagliato nulla, è la trentesima volta minimo che la suoniamo, chissà che succede. Ammetto di aver cominciato la Marcia Funebre con uno stato d’animo non proprio rilassato: quella già è piuttosto impegnativa intellettualmente, in più con Maazel che ti guarda male vi assicuro che non fu proprio una passeggiata. Gli sguardi inceneritori continuarono fino alla fine della sinfonia, e poi nel bis. Alla fine del concerto, rimasi un attimo di più sul palco girando le pagine per cercare di capire cosa poteva averlo fatto reagire così male. Non che non fosse usuale vederlo cambiare umore repentinamente durante il concerto, ma insomma quando poi capita a te e ti tocca suonare più di un’ora con il mitra spianato a 20 cm non è che sia proprio semplice. Alla fine del concerto, alzandomi per uscire dalla sala, vidi l’ispettore venirmi incontro: Tiziana, il Maestro ti vuole in camerino: con la parte. Ecco, in quei momenti rivedi tutta la tua vita passarti davanti in 2 secondi. Entrai in camerino spavalda, diciamo…o almeno quasi. Lui mi strappò la parte di mano e cominciò a girare la pagine velocemente. Era furioso: ci siete mai stati in camerino da soli con Maazel furibondo che ce l’ha con voi senza che sappiate il perché? Ecco, io sì. E vi assicuro che da quel momento in poi, non c’è riunione o incontro o consiglio d’amministrazione che mi metta paura, barzellette a confronto. Arrivò alle ultime battute del primo movimento e mi fece segno su una serie di battute uguali, 4 per la precisione:

In questa battuta c’è uno sforzato?
Sì, Maestro.
In questa??
Sì Maestro.
E nella terza??? Dimmi, c’è uno sforzato???
Sì Maestro.
E in questa quarta Tiziana, c’è uno sforzato????
No, Maestro, nella quarta battuta non c’è: l’ho fatto? Mi perdoni se fosse così, ma non me ne sono resa conto…
No!!! Sono io che ho sbagliato! Ho fatto 4 sforzati invece di 3 e ti sei messa a ridere! Tu e LEI (lei mi leggerà e riderà, ndr) vi siete prese gioco del vostro Maestro come due scolare, fuori di qui!!
Allora: potevo secondo voi essermi resa conto di questo “errore”? No. Potevo essermi permessa anche solo di sorridere di qualcosa che lui diceva di aver fatto, fermo restando che da oltre 6 anni suonavo con lui, VENERANDOLO anche nelle pause? No. Ricordai che avevo semplicemente guardato estasiata Lorenzina perché, esattamente in quel punto, Beethoven sceglie di cambiare la dinamica, toglie lo sforzato per impastare l’accordo profondamente: la musica si apre in quel punto e il primo movimento della sinfonia spicca il volo. Tutto qui. Un momento di godimento musicale, chiamiamolo così.

La sua enorme severità nei confronti di se stesso e il suo passato di enfant prodige, che ad 11 anni fu chiamato da Toscanini a dirigere la sua NBC con la famosa frase “God bless you”, lo accompagnavano sempre. Concorrevano a renderlo sicuro, umano, geniale. Ed infallibile, anche quando sbagliava.

Così vorrei ricordare il più grande direttore di tutti i tempi, il Maestro Lorin Maazel, a 2 anni dalla sua scomparsa.

Roma, 13 luglio 2016

La foto è stata scattata da Victor De Leo durante le prove di un nostro concerto a Budapest nel 2008.