Un padre

Un padre

20 Maggio 2016 Off Di Tiziana Tentoni

Cerco sempre nelle donne che amo il confronto su ciò che di complesso ed ostico capita nella mia quotidianità. Mia sorella per prima, poi mia madre, mia cugina, un paio di amiche che considero più vicine e simili a me. Poi, per carità, capita anche che pochi selezionati amici siano purtroppo per loro i destinatari di confronti, disappunti, racconti; ma sono comunque di vecchissima data e con un aspetto femminile di scambio e comprensione estremamente spiccato e piuttosto raro.

Un paio di mattine fa ero di pessimo umore, sentivo di aver fatto un errore e non me ne davo pace, non ne uscivo. Per vari motivi avrei dovuto passare insieme a mio padre una mezz’oretta, sapevo che si sarebbe accorto del mio giramento di marones e cercavo espedienti per camuffarlo. Come sempre, con lui, cerco di fare.

Poi però non so cosa sia successo, tutti i miei propositi di mettere una maschera hanno battuto la ritirata in un attimo: “Papà, ho fatto una stronzata…” e giù una pappardella infinita con fatti, spiegazioni, particolari, elucubrazioni, dettagli: insomma, una classica femmina rompipalle in piena eruzione dialettica che si fa le domande e si risponde da sola per 10 minuti.

Lui ascoltava, punteggiava con pochissime considerazioni semplici; quando trovava 15 secondi liberi dal fiume in piena verbale della sua figlia maggiore raccontava con poche parole e concetti limpidi la sua esperienza, partecipava quel tanto che bastava a tenermi in equilibrio senza far franare la montagna. Mi faceva ridere nei passaggi più drammatici che, inevitabilmente e sfrondati dall’emozione, diventavano quasi comici.

Se c’è una capacità che hanno gli uomini è quella di stare a pelo d’acqua, la loro barca non la riempiono del peso di fardelli inutili. Navigano leggeri e veloci, si girano poco a guardare indietro e non si sentono in colpa per questo. Loro vanno.

Con mio padre non avevo mai parlato. E non avevo mai risolto in modo così semplice e definitivo un mio momento di difficoltà.

Allora la sera gli ho mandato un messaggio:

– Grazie papà, mi ha fatto bene parlare con te, dovremmo farlo più spesso…

La sua risposta non si è dilungata, non ha aggiunto ringraziamenti o considerazioni, la sua risposta è stata un fatto, tre parole:

– Ci sono sempre.

 

Roma, 20 maggio 2016

 

illustrazione © Snezhana Soosh